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Come ricaricare l'auto elettrica a casa? Guida ai caricatori per principianti
Guida

Come ricaricare l'auto elettrica a casa? Guida ai caricatori per principianti

A cura di:Bemis E-V Charge20 luglio 2026Aggiornato: 5 ottobre 20268 min di lettura

Hai appena comprato un'auto elettrica, o stai per farlo, e la prima domanda che ti viene in mente è molto probabilmente questa: "Come faccio a ricaricare l'auto a casa?" La buona notizia è che la risposta è molto più semplice di quanto pensi. Così come con l'auto a benzina passi dal distributore una volta alla settimana, con l'auto elettrica la maggior parte delle persone ricarica a casa, di notte, mentre dorme: quando ti alzi al mattino, l'auto è già carica. In questa guida ti spieghiamo in parole semplici, senza bisogno di alcuna competenza tecnica, come ricaricare l'auto a casa.

Per ricaricare un'auto elettrica a casa ci sono tre modi e l'unica vera differenza tra loro riguarda velocità e sicurezza: (1) la normale presa domestica, (2) il caricatore portatile, (3) il caricatore fissato a parete, cioè la wallbox. Vediamoli uno per uno, partendo dalle domande più frequenti.

Si può ricaricare l'auto elettrica da una normale presa di casa?

Risposta breve: sì, ma è il metodo più lento e il meno consigliato. Puoi collegare l'auto alla normale presa di casa (la presa Schuko) con il cavo fornito insieme alla vettura e ricaricarla. Il problema è che una presa domestica non è progettata per sopportare a lungo correnti elevate: dopo ore di lavoro a pieno carico, la presa e l'impianto possono surriscaldarsi. Per questo la ricarica dalla presa normale va considerata solo in caso di emergenza o a potenza molto bassa (di solito 1,8–2,3 kW).

Facciamo un esempio concreto: ricaricare dalla presa normale un'auto con batteria da 60 kWh può richiedere più di 20 ore. Da sola, quindi, la presa di casa non basta a chi vuole collegare l'auto la sera e ripartire la mattina dopo. Un caricatore domestico, invece, ricarica la stessa auto in molto meno tempo. Considera la presa normale una soluzione di ripiego: la vera soluzione sono i due metodi che trovi qui sotto.

  • Presa domestica normale = la più lenta, richiede molto tempo e sollecita l'impianto: solo per emergenze o uso occasionale.
  • Non ricaricare mai tramite una prolunga o una ciabatta multipresa.
  • Se ricarichi spesso, farti realizzare dal tuo elettricista una linea dedicata e passare a un caricatore portatile o a parete è più veloce e molto più sicuro.

Che cos'è il caricatore a parete (wallbox) e per chi è adatto?

La soluzione più scelta per la casa è il caricatore fissato a parete, che nel settore si chiama anche "wallbox". Alimentato da una linea dedicata che parte dal tuo quadro elettrico e montato accanto all'ingresso o in garage, questo dispositivo ricarica l'auto molte volte più velocemente e in modo molto più sicuro rispetto a una presa normale. Se hai una casa tua, un garage privato o un posto auto fisso in un parcheggio coperto, è la scelta più sensata.

I caricatori domestici si dividono in due gruppi in base alla potenza: i modelli monofase ricaricano di solito fino a 7,4 kW, quelli trifase fino a 11–22 kW. Se in casa hai un allacciamento trifase puoi ricaricare più velocemente; in caso contrario, anche un modello monofase è più che sufficiente per l'uso quotidiano. I modelli Bemis Charger 2, Charger Plus 2 e Charger Pro 2 sono caricatori a parete di questo tipo: hanno tutti la presa Type 2 (lo standard in Turchia e in Europa), sono certificati CE e resistono all'esterno e alla pioggia: Charger 2 e Charger Pro 2 con display hanno protezione IP65, il Charger Plus 2 con indicatori LED IP66.

  • Se hai una casa tua, un garage o un posto auto fisso: il caricatore a parete (wallbox) è la scelta migliore.
  • Per una casa monofase ci sono modelli fino a 7,4 kW; per una casa trifase, modelli fino a 11–22 kW.
  • I modelli a corrente regolabile (ad es. Charger Plus 2) ti permettono di ridurre la potenza di ricarica per non sovraccaricare l'interruttore generale di casa.

Per chi ha senso un caricatore portatile?

Se non puoi far installare un dispositivo fisso a parete (per esempio perché sei in affitto, perché non hai un posto auto fisso nel parcheggio o perché vuoi usarlo sia a casa sia in viaggio), il caricatore portatile è un buon compromesso. Si tratta di dispositivi che stanno in una borsa e che usi semplicemente collegandoli alla presa. I modelli Bemis Mini Mobile e Pro Mobile 2 rientrano in questa categoria. In particolare il Pro Mobile 2 si può usare in sicurezza su prese diverse, perché con il tasto sul dispositivo o con l'app puoi regolare la corrente di ricarica su 6 livelli (6–32 ampere).

Il vantaggio di un dispositivo portatile è la flessibilità: resta nel bagagliaio e, ovunque tu vada, puoi ricaricare se trovi una presa adatta. Lo svantaggio è che non è una soluzione definitiva e, alle potenze più alte, non è pratico quanto una wallbox fissa. Per decidere, chiediti: ricaricherò l'auto sempre nello stesso posto (allora wallbox) o il posto cambia di volta in volta (allora portatile)?

Quale caricatore è adatto alla mia auto? (Quanti kW scegliere?)

È una delle domande più frequenti e la risposta dipende da due fattori: l'impianto elettrico di casa tua e la potenza che la tua auto è in grado di accettare. Pensala così: per quanto potente sia il caricatore, l'auto non preleverà mai più del proprio limite. La maggior parte delle auto elettriche accetta in AC fino a 7,4 kW o 11 kW; quindi, se la tua auto si ferma a 11 kW, un dispositivo da 22 kW per casa non ti farà guadagnare velocità. L'approccio giusto è scoprire quale potenza accetta la tua auto e scegliere il modello adatto.

  • Per prima cosa scopri la "potenza di ricarica AC" della tua auto, cioè quanti kW accetta (la trovi nel manuale d'uso del veicolo).
  • Se la tua casa è monofase va bene un modello fino a 7,4 kW; se è trifase, un modello da 11 o 22 kW.
  • Se non sei sicuro, scegli un modello a corrente regolabile: si adatterà sia all'auto di oggi sia a quella che comprerai in futuro.
  • Assicurati che la presa sia Type 2: è lo standard in Turchia e in Europa (la maggior parte delle auto, Togg e Tesla comprese, usa il Type 2).

Posso installare il caricatore da solo?

La risposta onesta: il dispositivo portatile puoi collegarlo alla presa e usarlo da solo, ma il collegamento elettrico di un caricatore a parete non devi assolutamente farlo tu. La wallbox deve essere alimentata dal quadro con una linea dedicata e un interruttore di protezione adeguato, e questo collegamento deve essere eseguito da un elettricista abilitato. È sia un obbligo di legge sia una questione di sicurezza: una linea ad alta corrente collegata male comporta un rischio di incendio. Il dispositivo lo scegli tu, l'installazione la fa un professionista.

Se abiti in condominio c'è un passaggio in più: per installare un caricatore nel parcheggio comune servono di solito l'approvazione dell'amministratore o dell'assemblea condominiale e una soluzione per il contatore. Abbiamo trattato l'argomento in una guida a parte, che trovi tra i link qui sotto.

Scegliamo insieme il caricatore giusto per la tua casa: a parete (wallbox) o portatile, trova il modello più adatto alla tua auto e all'impianto di casa. Sono tutti prodotti nel nostro stabilimento di Bursa (Turchia), certificati CE e con protezione IP65/IP66.

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Domande frequenti

Posso ricaricare l'auto elettrica dalla presa di casa?

Sì, le auto elettriche si possono ricaricare dalla presa di casa; per farlo si usa il caricatore portatile fornito con l'auto o acquistato a parte. È però il metodo più lento e lo stato della linea a cui è collegata la presa è decisivo: assorbire per ore una corrente elevata da una linea vecchia o che alimenta più apparecchi non è consigliabile. In pratica la scelta migliore è ricaricare da una linea dedicata alla ricarica e dotata di dispositivi di protezione, con un apparecchio a corrente regolabile. Sui caricatori portatili Bemis la corrente si può ridurre a livelli; il Pro Mobile 2 ne ha sei.

Posso ricaricare la mia auto elettrica da una normale presa domestica?

Sì, ma è il metodo più lento e, poiché una presa normale non è progettata per reggere correnti elevate per ore, sollecita l'impianto. Non usare mai prolunghe o ciabatte multipresa. Se ricarichi spesso, passare a un caricatore portatile o a parete è molto più veloce e più sicuro.

Quanto tempo ci vuole per ricaricare l'auto elettrica a casa?

Dipende dalla capacità della batteria e dalla potenza del caricatore. Da una presa normale (circa 2 kW) un'auto da 60 kWh può richiedere più di 20 ore, mentre un caricatore domestico da 11 kW ricarica la stessa auto comodamente durante la notte. La maggior parte degli utenti collega l'auto la sera e la ritrova carica al mattino.

Che potenza deve avere il caricatore per la mia auto?

Un caricatore che supera la potenza di ricarica AC accettata dalla tua auto non la rende più veloce. Prima scopri quanti kW accetta la tua auto, poi verifica se la tua casa è monofase o trifase. Se non sei sicuro, un modello a corrente regolabile è la scelta più flessibile.

Posso installare da solo il caricatore?

Un caricatore portatile puoi collegarlo alla presa e usarlo da solo. Il collegamento elettrico di una wallbox fissata a parete, invece, deve essere sempre eseguito da un elettricista abilitato, con una linea dedicata dal quadro e un interruttore di protezione adeguato. È sia un obbligo di legge sia una necessità di sicurezza.

Leggi anche

Caricatori portatili →Stazione di ricarica domestica o caricatore portatile? →Installare una stazione di ricarica in condominio →Tempi di ricarica dell'auto elettrica: quante ore servono? →
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